ANOREXIA NERVOSA

Diario di una anoressica. vietato ai minori di 18 anni.

domenica, 22 novembre 2009
self-induced Taenia saginata

Sono ancora in pausa, ma non potevo resistere, dovevo segnalare questo:

www.wormtherapy.com

perchè, come House ci insegna, non siamo mai a corto di motivi per ingerire un verme solitario. Stimola il sistema immunitario! Fa passare la psoriasi, l'asma e le allergie! E casualmente, perdi anche peso...

Nella sezione Products si possono acquistare 2 cisti di Taenia saginata.

Ora sinceramente, i 2 motivi per cui non acquisterò 2 cisti di Taenia saginata.

1) il rischio di cisticercosi. Soprattutto cerebrale (come quella della maestrina della prima puntata di House... sì, sempre lui). Insomma, sarebbe bello poter ordinare a quei simpatici vermiciattoli di non produrre cisti, e di riprodursi solo attraverso segmenti vivi e guizzanti espulsi dal nostro ano ("the psychological distress at passing motile segments may be extreme"), ma in realtà non c'è modo di impedire che producano cisti, e che qualche cisti ti arrivi fin dentro al cervello. Poi sì, magari prendi le due pilloline magiche e i vermi sono morti, ma ti ritrovi comunque con danni cerebrali permanenti, e allora no, grazie

2) il fatto che questi di wormtherapy.com non ti spediscono le cisti a casa. No, devi andare fino in Messico, farti visitare da un dottore mexicano, fare tutti gli esami per escludere ulteriori fattori di rischio (es. anemia), firmare una pila di documenti e farti inoculare le cisti in clinica!
Cioè, ma scherziamo? Ti fanno perfino firmare un foglio in cui dichiari di essere un idiota. E poi chissà quanto può costare una trafila del genere.
E' davvero pazzesco, voglio dire, basta farsi una gita in montagna in estate con il microscopio portatile e una scatola di guanti in lattice... trovare un pascolo di bovini e mettersi a cercare fra la merda.
Non sarà una cosa proprio di 5 minuti, ma sarà sicuramente più semplice che cercare quadrifogli.

Postato da: anorexia a 02:43 | link | commenti (9) |

domenica, 15 novembre 2009
sorry

normalmente i commenti venivano pubblicati davvero entro poche ore, ma negli ultimi tempi sono troppo impegnata e non riesco a badare al blog. 
Ho deciso di prendermi una pausa. Non è la prima, e sicuramente tornerò, ma nel frattempo non posso garantire che i commenti vengano pubblicati in fretta. 

A presto
 

Postato da: anorexia a 03:31 | link | commenti (3) |

mercoledì, 04 novembre 2009

e comunque alla fine, ma proprio alla fine-fine-fine, qual è il problema?
Che sono riusciti a convincerti che non vali niente.
Perchè io valgo, dice la pubblicità: e te lo dice proprio perchè lo sa, lo sa, che tu invece pensi di non valere niente.

E allora boh.
Devo confessare che ultimamente stimo molto le grassone in carriera. Mi piace come sono riuscite a continuare a pensare di valere qualcosa.

Postato da: anorexia a 15:55 | link | commenti (26) |

giorno 1

giorno 1, ma che cosa lo scrivo a fare, che cosa continuo a scrivere se so già come va a finire?
giorno 2, giorno 3, giorno 4: ancora ci si riesce.
giorno 5 arriva la Vera Fame e si lotta;
giorno 6 te ne stai tutto il giorno a letto perchè ti senti debole
giorno 7 sei dimagrita e allora sei felice, e poi il giorno 6 avevi dormito tutto il giorno e quindi oggi yeah
giorno 8 ti capita di cascare per terra, e allora ti mangi una mozzarella
giorno 9  te ne stai a letto perchè sei sempre stanca
giorno 10 prime allucinazioni mistiche da digiuno prolungato
giorno 11 finalmente ti entrano di nuovo i jeans di 2 anni fa! Però non te la senti di uscire perchè hai la nausea.
giorno 12 ti trovo bene, ma sei dimagrita? Risposta: SI
giorno 13 Fanculo tutti mi mangio un pacchetto di Patatine Rustiche e una bottiglia di prosecco e una pizza

giorno 1 Ops, ci risiamo
 

Postato da: anorexia a 14:53 | link | commenti (8) |

giovedì, 29 ottobre 2009
Avere un Diario

anorexia è morta oppure è in coma.

è l'unica motivazione a nostra disposizione per giustificare questa assenza, questo blog incustodito.

mi rifiuto di dare altre motivazioni (tipo la noncuranza)

Questa sarà tipo la settantasettesima volta che mi si dà per morta.
E' perché di solito scrivo sempre, è perché di solito ho sempre qualcosa da scrivere.

In questo periodo invece niente. "La cricetina sta meglio", tutto qui.

Eppure, ci vogliono momenti come questi per capire la vera importanza di un diario: dite quello che vi pare sull'utilità sociale di questo blog, ma la sua utilità personale non si discute. E' bello avere un diario, ma soprattutto, è utile avere un diario. Io lo so bene, visto che fra una cosa e l'altra ormai sono più di 20 anni che tengo un diario. (Segreto. Un diario segreto.)

Eccolo qua il mio primo diario segreto:



L'esigenza della segretezza. Sulla copertina, Per favore non apritelo grazie; sulla prima pagina invece si punta sulla psicologia inversa, 

 

Ti potrei lasciare senza elastici tanto i miei genitori non ti leggerebbero.
L'ultima difesa di una mente di 4 anni plagiata da Topolino, oltre agli elastici e al per favore non apritelo grazie: il meraviglioso bluff che avrebbe infine potuto farli desistere.
I segreti da proteggere erano in parte i miei disegnini (ritenuti sconci) di bambini nudi dotati di culi enormi, ma soprattutto le mie cattiverie. Robe tipo questa:



La figurina di una scimmia, appiccicata sopra al nome di una delle mie "tate" delle scuole materne. Perché mi aveva sgridato per i bambini dai culi enormi, credo.

Riguardo questa scimmia, rileggo Valentina, ricordo la pagina mezza strappata e la chiave di sol posizionata male e mi sento orgogliosa di quella bambina. Di me, perchè quella bambina ero, sono, sarò io. 

E' una bella sensazione, ma c'è dell'altro. Tutti questi documenti, da quello primordiale elasticato, a quelli con i lucchetti

fino alle pile e pile di Moleskine impolverati

e anche questo blog, servono a non scordarmi di me stessa. Di chi sono. Di come funziono.  Perchè ci sono cose che non cambiano mai, e allora (disegnini buffi e battutacce a parte) ecco il quadro generale:

separazione dei miei genitori, pagine vuote
esame di maturità, pagine vuote
i mesi che pesavo 100 chili, pagine vuote
settembre 05 - aprile 06, fine della mia storia d'amore romana, pagine vuote
dicembre 07 - maggio 08, disgraziatissimo incontro finito a ossa rotte, pagine vuote

Quindi sì, avete ragione, è proprio così.
Io, quando non scrivo, sono davvero morta o comatosa.

Postato da: anorexia a 03:31 | link | commenti (18) |

mercoledì, 21 ottobre 2009
la mia cricetina /2

Tornata dallo studio veterinario. Per ora l'ipotesi tumore mammario è rimandata: potrebbe essere anche solo un morso di zanzara troppo grattato.

Il problema principale è che pesa solo 36 grammi. Dovrebbe pesarne almeno 40.
(Buffo, no? E' proprio la mia cricetina, niente da dire.)

Adesso la riempio di cibo e vitamine per una settimana.
Settimana prossima la pesiamo di nuovo.
Se non è ingrassata di un solo grammo, le toccherà l'ecografia e un ciclo di simpatiche punture.

Forza cricetina. Guarda che ti capisco.

Postato da: anorexia a 14:10 | link | commenti (11) |

la mia cricetina

Volevo un criceto.
Invece che andarlo a comprare nel negozio sotto casa per 6 euro, mi sono fatta 20 km e ne ho preso uno che nessuno voleva, in un rifugio per animaletti abbandonati.
Dopo neanche una settimana ha sfornato un cuccioletto. Uno solo.
All'inizio lo aveva rifiutato, lo cacciava fuori dal nido o faceva finta che non ci fosse: poi pian piano ha iniziato a ripensarci, e allora lo afferrava per la collottola con i denti e se lo portava in giro per la gabbietta. Quando mi sono accorta che nonostante tutto lo allattava, sono stata contenta.
Dopo tre o quattro giorni il cuccioletto è morto, e allora sono stata triste.
(Ho anche provato a rianimarlo con l'acqua calda e le frizioni, ma niente, era proprio morto-morto.)

Dopo, cercavo di guardare la mia cricetina dentro ai suoi occhi neri per capire se pensava qualcosa riguardo a tutto questo, se si ricordava di aver avuto un cuccioletto, di averlo scacciato e poi ripreso e poi perso di nuovo.
Allora ho preso la cricetina e l'ho messa in una gabbia nuova di zecca, tutta diversa, senza odori, confidando in un overwriting della sua memoria a breve termine.
L'ho viziata in tutti i modi che mi sono venuti in mente. Ho scoperto che le piacciono i fiori di tarassaco, il parmigiano reggiano, i vermi della farina, l'omogeneizzato al tacchino e le patatine in busta.

Domani devo portare la mia cricetina dalla veterinaria perchè fra la zampa destra e il pancino ha una grossa massa. Cresciuta in soli 3 giorni. 

Se va bene, è una ciste o un ascesso pieno di pus - e allora qualche speranza ce l'ha.
Se va male, è un tumore. Tirando a indovinare direi della mammella, vista la storia del cuccioletto e dell'allattamento mancato.

Della mia cricetina non gliene è mai fregato niente a nessuno.
Ma io le voglio davvero tanto bene.

Postato da: anorexia a 00:33 | link | commenti (4) |

domenica, 18 ottobre 2009
torno subito

> mi sono assentata per un po' /
>
ma presto tornerò /

Postato da: anorexia a 20:29 | link | commenti (5) |

venerdì, 18 settembre 2009
Sottosegretariato del Ministero per l'Attuazione del Programma di Governo (si stava meglio quando si stava peggio)

In tedesco suona ancora meglio: Regierungsprogrammumsetzungsministerium
(o qualcosa del genere). Dove il programma è: scrivere di più.

Se lascio la mente vagare, e mi metto a pensare alla ridicolaggine di un Ministero del genere all'interno di un autentico Governo, va a finire che mi faccio il sangue amaro quindi lasciamo perdere. Sulla mia persona, invece, le ridicolaggini di solito calzano bene: e allora apriamolo, questo nuovo Ministero. Mi sta già facendo scrivere di più. In un solo giorno! E' il Ministero più efficiente della storia.

Scherzi a parte, voglio riportare lo scambio di commenti che c'è stato nel post intitolato Con gli auguri di un buon weekend. Per cui il vero titolo di questo post, in realtà, sarebbe: Si stava meglio quando si stava peggio.

Sono capitato per caso su questo blog.
Ho letto orripilato alcuni dei post, e ancora più orripilato ho letto gli interventi di altre persone nei commenti.
Dice mio padre: ai tempi in cui ero bambino non c'erano di questi problemi, la gente viveva alla giornata, con l'unico obbiettivo di riuscire a mettere qualcosa sotto i denti.
E' evidente che tutte le attuali forme di disagio psichico, di cui l'anoressia è una nefasta manifestazione, traggono origine dalla situazione di benessere generalizzato.
Dice sempre mio padre: tutti questi problemi che hanno oggi i giovani - alcool, droghe, diete forsennate, depressione - ai tempi della mia infanzia, nell'immediato dopoguerra, non avevano modo di esistere, quando la mente era occupata costantemente dall'assillo di riuscire ad avere qualcosa da mangiare.
Non so davvero cosa sia peggio, se l'affamata povertà di sessant'anni fa oppure il malato benessere di oggi.

la mia risposta:

l'anoressia esisteva anche nel Medioevo, quindi se secondo tuo padre nell'immediato dopoguerra l'anoressia non esisteva, era solo perchè la gente era così occupata dall'assillo di procurarsi qualcosa da mangiare, da non avere proprio il tempo di accorgersi che c'era qualcuno che non mangiava (e non perchè gli mancasse il cibo). 

Quindi la società che descrive tuo padre non è più sana, è solo più affamata e quindi resa cieca e ottusa dalla sua fame.

Ovvio che con la pancia piena invece si ragiona meglio e magari hai un po' più di tempo per guardarti attorno e accorgerti di qualcosa. 

Dopodichè pensavo che il discorso fosse concluso, ma è arrivato un altro commento (che non posso pubblicare nè trascrivere per intero per richiesta dell'autore):

Forte, fortissima è l'influenza dell'ambiente culturale in cui sono immerse le persone colpite da DCA. Sembrerebbe che tali disturbi colpiscano in misura preponderante i paesi del mondo occidentale (= benessere), mentre nel resto del mondo compaiono sporadicamente.
Ergo: Italia (oggi) = benessere = DCA ; Italia (ieri) = fame = disturbi da ricerca di cibo.
Tralascerei le anoressiche "sante" del medioevo e gli "artisti della fame": sono comunque un prodotto culturale. Ovvero: è questione di ambiente, di cultura sociale, del contesto in cui si vive.

Cacchio, interessantissimo no? Anoressia e Cultura. Devo rispondere per forza.

Partiamo dall'anoressia: e per farlo, smettiamo per un secondo di parlarne: parliamo, invece, di Sindrome Adrenogenitale Virilizzante Femminile. Oh, non cambiate canale proprio adesso, guardate che la sindrome adrenogenitale è una figata, lo sapete che cosa succede se non viene diagnosticata alla nascita e curata con tempestività? Che le adorabili bambine affette da S.A.G. assumono, verso i 14 anni, l'aspetto di autentici sollevatori di pesi, irsuti e muscolosi e anche discretamente aggressivi.
Ora che ho la vostra attenzione... Secondo voi, quanti casi di S.A.G. vengono diagnosticati in Malawi?
Vi rispondo io: è una cifra prossima allo zero. E secondo voi, questo significa che la popolazione del Malawi è immune dalla S.A.G. ?
Probabilmente sì. Del resto, muoiono di fame, e sono occupati dall'assillo di procurarsi qualcosa da mangiare: non è curioso come questo insieme di circostanze renda immediatamente una certa popolazione immune a tutta una serie di malattie? 

E ora passiamo alla cultura. Quando l'anonimo commentatore scrive:
Forte, fortissima è l'influenza dell'ambiente culturale in cui sono immerse le persone colpite da DCA
io mi sentirei di correggere la sua frase nel modo seguente: 
Forte, fortissima è l'influenza dell'ambiente culturale in cui sono immerse le persone
Perchè tutte le persone, e non solo le anoressiche sante o gli artisti della fame, sono un prodotto culturale. E' sempre  questione di ambiente, di cultura sociale, del contesto in cui si vive, caro commentatore, e le anoressiche egiziane o medievali o inuit o islandesi ci insegnano che non esiste nessuna cultura immune alle malattie, totalmente sana, senza devianti.
(A parte, forse, quella del Malawi... )

Postato da: anorexia a 01:16 | link | commenti (29) |

mercoledì, 16 settembre 2009
devo scrivere di più...

Devo scrivere di più.
Faccio troppo labor limae su tutto, io peso tutto, peso me stessa e ogni carota e ogni parola, e va a finire che mi ritrovo così, con la palla di pelo nello stomaco da sgomitolare a conati, ecco: io questa frase adesso la dovrei cancellare perchè fa schifo, perchè io non parlo così, io sono nobile sono colta sono minimal-chic e tutte le mie frasi sono bellissime e argute e immensamente profonde e vaffanculo Basta, devo scrivere di più, devo scrivere tutto quello che mi passa per la testa, perchè finora è l'unica cosa che ha funzionato e che alla lunga mi ha fatto capire qualcosa, e infatti è proprio per questo che ormai non riesco più a scrivere ma solo a cancellare, perchè è ovvio, adesso devo rovinare anche questo, devo far ammalare anche questo, devo sputare anche sopra a questo come a ogni altro mio talento, e allora pesa le frasi, cancella, conta le sillabe brutta troia, questa frase sta durando da dieci righe, metti un punto, Va bene, Punto.
Devo scrivere di più e allora scrivo di quello che mi sono ricordata proprio adesso, che alle elementari mio padre veniva ai colloqui con le insegnanti e le maestre erano tutte contentissime, niente da dire, è la prima della classe, tutto benissimo fino a quando la maestra con la gastrite, quella di italiano, un giorno gli dice tutta preoccupata: guardi sua figlia scrive benissimo è davvero portata, un talento naturale, però da qualche tempo ha un problema, ogni tema che mi consegna è composto da una, massimo due frasi, non mette i punti, usa tutto il resto della punteggiatura e riesce a far durare una frase anche dieci righe, tenga, legga, provi a spiegarglielo anche lei, che deve imparare a usare di più i punti, se no io non le dò più Ottimo ma solo Buono, lei capisce, i miei alunni devono sapere usare anche il Punto.
E allora mio padre si impietrisce, mentre torniamo a casa in macchina è indignato, è serissimo, e io invece, io invece che dire, sono sempre stata una burlona, difficilmente rinuncio a ridere a in faccia a qualcuno persino se è mio padre, e mi ricordo di come ridevo, con la mia incredibile allegra saggezza di bambina, ridevo e dicevo: sono ancora la prima della classe, non mi importa, a me va di scrivere così, perchè quando scrivo senza punti io mi diverto, le parole arrivano da sole e finisco il tema prima di tutti e posso passare il resto dell'ora a disegnare, ma cacchio, ripensandoci forse ridevo così tanto perchè speravo che alla fine lui si mettesse a ridere con me, che ammettesse anche lui che era una cazzata, che lo sapevamo tutti che io i punti li sapevo usare, che si potevano sfanculare i Buono e gli Ottimo, che la vera differenza è fra sufficiente e insufficiente, e invece a quanto pare mio padre non lo sapeva, non lo capiva, voleva i punti e allora ho dovuto prometterglieli, e dopo tanti anni stavo quasi per dimenticarmi di quella gioia, quei temi da una sola frase scritti in cinque minuti, e ben ritmati, che già studiavo il Solfeggio e varie Sonate in tre tempi e allora porco cane come cacchio si sono permessi di pensare che non sapessi usare il Punto?
Devo scrivere di più.

Postato da: anorexia a 21:20 | link | commenti (14) |

sabato, 05 settembre 2009
Con gli auguri di un buon weekend

 

jackassworld.com

Postato da: anorexia a 14:36 | link | commenti (29) |

domenica, 16 agosto 2009

E' bastato accennare a una bellissima persona di 115 kg per farvi andare fuori di testa. Ma secondo me, in fondo in fondo, lo sapete tutte che è vero: che si può essere meravigliose anche a 115 kg. Che si può essere amate, fortunate, desiderate, anche se obese o deformi.
Però bisogna saperlo fare. Perchè per essere grasse e meravigliose ci vuole un sacco di intelligenza.
E' lampante il fatto che essere naturalmente belle, corrispondere fenotipicamente all'ideale di bellezza dominante, non richieda particolari abilità: ma essere obese e attraenti, ragazze, è roba seria. A partire dalle cose più semplici come riuscire a vestirsi decentemente o mantenere un certo portamento, fino alle imprese più ardue come riuscire a piacersi e a non abbattersi. E per realizzare tutto questo portando una taglia 50 è indispensabile possedere un cervello ben oliato.

Se fossi un uomo, io mi potrei anche innamorare di una di queste grassone meravigliose; e affondando le mani nelle sue chiappone, mi sentirei padrone di un invincibile e misterioso monolito.

Poi ci sarebbe anche da dire che il concetto "le persone anoressiche odiano le persone grasse", contenuto in molti commenti, non ha proprio senso. Il problema è che si continua a pensare all'anoressia come a un fenomeno sociale, quando invece (come il suicidio) è uno dei fenomeni più individuali che ci siano. Del resto non esiste, per una persona anoressica, il modo di effettuare un confronto, perchè qualsiasi confronto è perso in partenza; quando nemmeno la propria immagine è più confrontabile allo specchio, figuriamoci allora quella degli altri.
Troppe volte si riduce l'anoressia al Voglio dimagrire. Sì, magari i primi tempi è Voglio dimagrire: ma poi diventa qualcos'altro. Lo volete capire? La reale soddisfazione dell'anoressia non è dimagrire. La reale soddisfazione è illudersi di aver raggiunto un traguardo sovrumano: quello di riuscire a dominare il proprio corpo. Nel suicidio, questo corpo lo si uccide e basta; nell'anoressia lo si piega, lo si sfianca, lo si annichilisce, negandone le forme, le regole, le necessità. 
E pian piano, con tanto dolore, con fatica e stanchezza, questo corpo indomabile, questo corpo che nella pubertà ti ha tradito ogni giorno, questo corpo odioso che incamera e poi espelle e puzza e spurga e si gonfia e suda,   questo corpo   alla fine   si piega veramente,   si sfianca veramente,   si assottiglia sul serio: retrocede. Si arrende. E' dominato.

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giovedì, 06 agosto 2009
10 news

1) Finalmente, mi è di nuovo passata la fame.
Io non so più come spiegarlo, è come un interruttore: Tac. Ieri no e oggi sì. Così.

2) La mia cricetina, dopo 20 giorni di gestazione, ha partorito un cucciolo. Uno solo.

3) E' nato il figlio di A. Una mia conoscente.

4) La mia cricetina non vuole fare la mamma. Forse il cucciolo non è unigenito. Forse gli altri otto se li è mangiati subito dopo il parto, e alla fine era già troppo piena per mangiarsi pure l'ultimo.

6) Falso allarme. La cricetina ogni tanto va dal cucciolo. Sembra che voglia fare giusto il minimo indispensabile.

7) Ho perso 3 kg.

8) Alla mia cricetina piacciono le patatine al formaggio, i cornflakes e le larve di Tenebrio molitor.

9) In quattro giorni, ho mangiato 200 gr di carote, un wurstel e quattro pomodori. 

10) Sono andata a visitare A., che alla fine della gravidanza pesava 115 kg. Aveva in braccio il suo bambino ed era bella come una madonna primordiale. Anche il bambino era molto bello. Davanti a questa megacicciona e al suo pargolo mi sono sentita una fallita.

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giovedì, 30 luglio 2009
i fuochi

La sua era stata una vita così ricca di seconde occasioni, che faticava a ricordarsele tutte. Grazie alle seconde occasioni evitò la bocciatura, vinse i concorsi, conservò le amicizie. Chiedere, e ottenere, una seconda possibilità era per lei una consuetudine, e delle consuetudini si dimenticano i particolari; al contrario, ricordava in modo vivissimo quelle poche volte in cui tali occasioni non le furono concesse:

La volta che non si presentò in batteria alle nazionali di nuoto.
La volta che venne licenziata in tronco.
Il giorno in cui Greg la lasciò per sempre.

A causa delle numerose generosità accordatele, aveva potuto accorgersi più tardi degli altri della miseria, della sofferenza e dell'impermanenza delle cose. Forse era per questo che conservava ancora certi tratti infantili, nei lineamenti e nelle espressioni, e soprattutto nelle sue reazioni alle avversità.
Aveva poi finalmente imparato a vedere la felicità come un lavoro muscolare, la cui arte si raffina solo mediante allenamento, alla stessa maniera in cui si formano i calli sulle mani: strato dopo strato, ora dopo ora. Solo grazie a tale allenamento le capitò di essere felice. Di esserne in grado. Era come se la felicità le piovesse addosso, implacabile, tutti i giorni: ma lei non sempre riuscisse a chiudere il suo ombrello. Non sempre aveva abbastanza forza, o coraggio, per bagnarsene.
Forse anche per questo aveva imparato ad amare i fuochi artificiali. Davanti ai fuochi, la sua semplice meraviglia di bambina si era trasformata nella partecipazione a una liturgia dell'adesso, del presente, del qui e ora. Uno spettacolo gratis per tutti, a patto che vogliano alzare gli occhi: e quelle volte che lei aveva rinunciato ad alzarli, lasciando che il cielo si illuminasse per tutti tranne che per lei, non riusciva più a dimenticarsele.



 Musica per fuochi d'artificio di Haendel sarebbe stata una scelta banale.
Ecco invece i fuochi artificiali di Staralfur (3:18).

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martedì, 28 luglio 2009
ripensandoci

Sono depressa perchè è inevitabile, perchè sarei superman a non esserlo, anzi, sapete cosa vi dico? Che non lo sono. Proprio no. Depressa un corno! Nessuno ha il diritto di definirmi depressa!

Esterno giorno, effetto fumo, macerie annerite, fumanti: il bombardamento è appena finito. Il motore degli aerei nemici ulula sempre più in lontananza, ed ecco che dalle rovine iniziano a spuntare i primi sopravvissuti. E mentre si aggirano per le strade, squarciati, piangenti e con le mani in faccia, adesso io vi sfido a definirli depressi! Non lo sono! Non sono depressi! sono stati bombardati!
E quella ragazza che si strappa i capelli e si graffia a sangue: è pazza? No! Non è nè depressa nè pazza! E' stata bombardata!

Per cui non ci provate, a chiamarmi depressa o pazza o pazza depressa. Non lo sono.
Io sono: vittima di un bombardamento.
Una sopravvissuta.

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venerdì, 24 luglio 2009
problemi e soluzioni

Sono ufficialmente depressa.

Motivi per cui sono depressa:

1) Sicuramente c'entrerà qualcosa il fatto di aver smesso di prendere gli antidepressivi. A quanto pare hanno questo leggero effetto collaterale: quando smetti di prenderli diventano prodepressivi.
2) E fanno ingrassare. Soprattutto quando li smetti. E io quando ingrasso divento immediatamente triste.
3) Mi ricopro anche di brufoli. Una cosa orrenda.
4) Allora inizio a pensare accidenti, sono orrenda, sono tutta ciccia e brufoli, non mi sta più niente, che cazzo mi metto oggi, e via così.
5) Quando poi esco di casa, sto gobba e a testa bassa, e parlo alla gente senza guardarla negli occhi, e mi riempio di paranoie sui vestiti i capelli le parole.
6) E a causa dello stress della vita moderna mi mangio le unghie e mi tormento i brufoli e mi gratto i morsi delle zanzare e tutto peggiora.
7) Sì, le zanzare hanno ricominciato a mordermi. Significa che il mio sudore non puzza più di fame e inedia. Sono tornata ad essere una preda appetitosa.

E basta, i motivi sono questi, tutto il resto è generato da questi: se vado poco in biblioteca, se trascuro il laboratorio, se non vado in piscina, se non mi piazzo al sole, se non prendo la bici e via, è per i motivi sopra.

Non posso farmi scappare un'estate così. Cavolo, sarebbe gravissimo. Soprattutto perchè io so come fare a risolvere tutto, e a tornare quella di prima.

Soluzioni per uscire dalla depressione: 

1) Candeggina e alcool, per prima cosa: spazzare, spolverare, lavare, disinfettare tutto, creare ordine e pulizia. Fatto
2) Il frigorifero denuclearizzato, privo di tentazioni, pieno di verdure fresche. Fatto
3) Un programma. Cose da fare. Orari, organizzazione, rispetto dell'agenda. In prova
4) Il Sole, Santiddio, che mi ha sempre fatto un gran bene, specialmente se accoppiato alla bici. Da fare

Queste cose per prime.
Il resto poi.
Posso ancora rimediare. 

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lunedì, 20 luglio 2009

Me ne sto chiusa in casa, fuori si sente un gran casino, mi affaccio alla finestra e vedo il solito spettacolo di fuochi artificiali. Mi era già successo a Bologna e ora anche adesso. Chiusa in casa mentre fuori scoppiano i botti e tutti applaudono felici.

Stavolta non vado nemmeno alla finestra a vederli. C'è una visuale ottima, potrei starmene sul davanzale a guardarli, ma no. Me ne sto qui a scrivere queste quattro righe di merda.

Postato da: anorexia a 23:46 | link | commenti (14) |

sabato, 18 luglio 2009
Laudate Dominum in Perfect Harmony

Non prendetemi troppo sul serio. Adesso non ho neanche voglia di mettermi a discutere su cosa è Dio e cosa è un uomo. Magari un'altra volta.
Ho osato affrontare l'argomento "Dio" perchè ultimamente ci penso molto: ho notato che, fra me e lui, va sempre a finire in musica. Ho notato che il mio è un dio musicale, dalle manifestazioni musicali, che la sua adorazione non è mai vera senza musica, e altre cose così. Del resto hai tempo di notare un sacco di cose mentre suoni un'intera messa davanti a un organo a 66 canne.
Sarei anche voluta tornare al pellegrinaggio montano, quello organizzato dai preti canterini, ma non posso, perchè devo lavorare tutta l'estate e i miei unici giorni di "vacanza" me li dovrò passare a un congresso. Ma forse è meglio così. Perchè se continuo in questa maniera, rischio di arrivare a pensare seriamente di farmi suora.
Cosa che ho sempre pensato, in effetti, fin dalla più tenera età: ma mai seriamente.

Cambiando discorso: dopo aver usato Ständchen (Schubert) come prova dell'esistenza di un dio compassionevole, mi è tornato in mente un film della mia infanzia: Perfect Harmony. Visto che l'ho trovato su Youtube, ecco un altro assaggio di ispirazione divina by Mozart.



Laudate Dominum
omnes gentes
laudate eum
omnes populi.

Gloria Patri et Filio
et Spiritui Sancto
Sicut erat in principio.

Amen.

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venerdì, 17 luglio 2009
se credo in dio?

Ma perchè, esiste un'alternativa? Secondo me non è umanamente possibile, questa storia del "non crederci". Sono ultraconvinta che l'istinto alla deificazione sia innato. Non appreso. 
Ho conosciuto e conosco un sacco di atei, che lo rinnegano  quotidianamente, e gli danno del porco e del cane. Va a finire che lo nominano e lo pensano più di quanto faccia io, che lo rispetto e lo onoro. Certi giorni mi sento perfino più atea di loro: perchè il vero ateo è colui al quale il Dio è stato preso, il vero ateo è colui che ha subito un furto, una sottrazione: l'unica vera privazione è la sua, quella di colui che ha visto e conosciuto, al quale questa visione e questa conoscenza viene improvvisamente a mancare. E avverte tutto il vuoto, tutto il peso e la rabbia di questa a- privativa. Ecco il vero ateo, l'unico vero Senza Dio. Privato di Dio.

Non si nasce atei, lo si diventa per decisione: si cancella il numero dalla rubrica. Okay, ma il numero c'era. Oh sì che c'era.
Poi ovviamente ci sono anche quelli che non si erano neanche accorti di avere una rubrica: quelli li riconosci facilmente perchè hanno occhi da squalo, occhi senza vita, palle nere senza luce dentro. Chiamarli atei sarebbe come dare dell'analfabeta a un pinguino. Semplicemente non è roba per loro. 

Per quanto mi riguarda, io sto a posto. Non ho più dubbi. Forse un tempo li avevo, ma poi dieci anni di conservatorio e musica sacra sono abbondantemente bastati a togliermeli. Ora ho le prove.

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martedì, 14 luglio 2009
le mie amiche

mi incuriosisce e stupisce parecchio il fatto che tu non abbia nessuna amica. Posso sapere se ti sei mai chiesta il perché? Magari è un dettaglio insignificante ma mi piacerebbe lo stesso che rispondessi (se ti va). Ti senti a tuo agio solo con i ragazzi oppure è soltanto un caso? Ne hai avute in passato e ti hanno deluso per qualche motivo? Oppure semplicemente non ce n'è stata occasione?


Ho avuto e ho un sacco di amici, ma non ho mai avuto alcuna amica.

Il mio primo migliore amico è durato dall'asilo fino alla fine delle elementari. In quel periodo non ho avuto altri amici all'infuori di lui, anche perchè non ne avevo bisogno: non ci facevamo mancare niente. Eravamo arrivati al punto che pur di non separarci dormivamo a turno uno a casa dell'altro.
Sono stati bei tempi. Ma poi lui si è trasferito dall'altra parte della città e a me sono cresciute le tette, e così abbiamo finito per perderci di vista. Ora lui vive negli Stati Uniti e io porto la quarta: questo significa che era proprio Destino che lui continuasse a trasferirsi e che le mie tette continuassero a crescere.

Grazie alle mie tette nuove di zecca, alle medie non avevo tempo di pensare al mio vecchio amico. Ero diventata la ragazza del moccioso più alto di tutta la scuola, il maschio alfa: il capitano della squadra di basket. Improvvisamente avevo anche le mie prime "amiche".
Mi fecero comprare l'album delle figurine di Beverly Hills 90210 e ascoltare i Take That. Ma io preferivo guardare Quark o ripassare il Clavicembalo Ben Temperato, e allora iniziarono a chiamarmi Secchiona. All'inizio dietro le spalle, poi proprio in faccia. Poi una di loro con un barbatrucco mi fregò il ragazzo, ma visto che nel frattempo era già stato superato in altezza da altri, lasciai perdere e non mi vendicai.
Alla fine, erano solo compagne di scuola. Mi sbavavano addosso tipo lumache per farsi fare i compiti, farsi dare ripetizioni, farsi rispiegare le lezioni. E grazie alle mie tette e al mio bel faccino, potevano persino portarmi in giro con loro senza vergognarsi troppo.

Diedi l'esame del Quinto al Conservatorio ed entrai al Liceo. Dove c'erano di nuovo loro, le "amiche". E io ero di nuovo la "Secchiona". Le mandai tutte affanculo e mi unii a una compagnia di soli maschi, fregandomene di tutto, lasciando che mi considerassero una reietta, una spostata, una fuori di testa.
Gli amici sono rimasti. Le "amiche" invece si sono vaporizzate una a una, e tutte, dalla prima all'ultima, mi hanno tradito in un modo o nell'altro.

Sì, ormai per me è così. Magari andiamo per negozi, facciamo la spesa insieme, ci andiamo a bere una birra... magari affittiamo persino una casa insieme... e magari io ti chiamo "amica". Ma non ci credo. Lo dico così, perchè mi sento di doverlo dire (Goffman sarebbe d'accordo), ma non ci credo più.

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lunedì, 13 luglio 2009
F. A. Q.

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venerdì, 10 luglio 2009

E quindi abbiamo detto che fare l'eremita non si può.
Non possiamo essere UNO; non lo siamo. Siamo come gli imenotteri, le formiche, le api: non siamo un solo organismo, siamo quello che viene chiamato un super-organismo. L'operaia, da sola, non basta a rappresentarmi la sua specie. L'organismo è composto da più individui, inseparabili.
Siamo come le termiti e infatti costruiamo condomini e autostrade. Siamo proprio come loro. L'unica differenza, forse, è che non ci vomitiamo in bocca a vicenda (trofallassi) ma sono sicura che prima o poi ci arriveremo. Internet ci sta già aiutando molto, in questo senso.

Le cose stanno così e come sempre c'è qualcuno che se ne accorge e tenta di spiegarcele: appare la sociologia!
Ragazzi, ma quanto è buffa la sociologia? Ci stanno questi due tizi, Erwing e Talcott, rendetevi conto, sembrano nomi di lubrificanti anali, da chi partiamo?
Erwing dice che l'uomo è un attore sociale, sul palco di un teatro, che recita un ruolo a beneficio degli altri. Visto che detta così pareva troppo semplice, ha chiamato tutto questo fenomenologia. Forse perchè Falsologia era stato già preso? Allora Talcott vede che Erwing ci sta dando dentro e allora diventa molto invidioso: per colpire l'avversario sul vivo, e farlo soffrire, crea un nuovo sistema per spiegare la dinamica sociale e lo chiama AGIL. Che non è l'acronimo di niente, non fatevi fregare: è solo un agile calcio in culo a Erwing che di cognome faceva Goffman.  
Te ne puoi stare nel tuo letto a ridacchiare mentre assorbi la sboronaggine di Talcott o l'umiliazione e la sfiga esistenziale di Erwing, ma le cose non cambiano. Perchè la sociologia non serve a niente. Non è verificabile, non è esatta, sono solo due tipi ridicoli che si tirano i pomodori e si fanno crescere lunghi baffi, mentre tu te ne stai rintanato nel tuo tunnel da formica, con le tue uova nell'armadio, e con i tuoi doveri da formica. 

Però sia Talcott che Erwing che tutti gli Imenotteri in coro sarebbero d'accordo sulla tua devianza. Ah, il deviante sociale, che pomodoro enorme, è il pomodoro più grosso e succoso di tutta la faccenda, è il primo che devi tirare. Siamo sempre tutti d'accordo, sul pomodoro gigante e sul fatto che va spappolato per primo.  
Perchè come la vuoi chiamare, una formica che si lascia morire di fame?
Come se esistessi solo tu!
Sei tutta una finta!
Che cosa penseranno le altre formiche?
Cos'è, non ti piace più il nostro vomito?

Postato da: anorexia a 17:18 | link | commenti (6) |

Il sogno dell'eremita! La sua illusione! La bellezza del momento in cui si infrange!
Una tale bellezza, una tale giustizia, che varrebbe la pena passare un'intera vita sotto alla montagna ad aspettarlo! L'eremita illuso!
Un'intera vita ad aspettare quel momento: l'apparizione del vecchio sconfitto che scende dalla montagna, e con la barba lunga e le mutande sporche di merda, viene verso di te - te che sei la prima persona che vede dopo così tanti anni - e ti dice: mi sono sbagliato! Non voglio più stare da solo! Ho bisogno di qualcuno con cui parlare!
Quanta perfezione! Chiamate i vostri bambini, fateli venire a vedere questo vecchio, magari date loro anche un paio di schiaffi pesanti, perchè più facilmente se ne rammentino! Di questo momento di assoluta verità!

Da ricordare sempre, da ricordare ancora, ogni volta che i sogni conducono ad accarezzare vani progetti di solitudine. Impossibile. Sconfitta certa. Non si può.

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martedì, 07 luglio 2009
cose belle - 2

Tenacious D e il Destino del Rock. Andatevi a noleggiare il DVD con tutti i sottotitoli delle canzoni.
Guardatelo. E poi sorridete per il resto della settimana.

Un assaggio: Master Exploder "...scritta 5 minuti fa"




Il video sotto invece è un pesantissimo spoiler. Non guardatelo oppure vi rovinate il film. Oltretutto la qualità è pessima. Se lo metto qui è per fare un servizio alla collettività: per chi sta alla frutta, per quelli in pericolo di morte per noia, o per quelli che il film l'hanno già visto e si vogliono rivedere questa scena indimenticabile. (Dave Grohl, dopo avere fatto questo, è definitivamente diventato immortale)





Adesso sono curiosa di vedere se anche qui, come con Battlestar Operatica, arriva la saputella fresca di conservatorio a dire che questa non è bella musica e che sono io che sto fuori.

Postato da: anorexia a 08:08 | link | commenti (7) |
cose belle

giovedì, 02 luglio 2009
in Festa

In un'afosa serata di giugno, un giovanotto con la mano in tasca camminava spedito attraverso i viali della Festa Nazionale dell'Unità.
Andava oscurando a poco a poco, e le zanzare del genere Aedes si ritiravano secondo le loro asiatiche consuetudini, lasciando il posto alle europee e più nottambule Culex, dal tocco estremamente delicato. I fuchi delle formiche Lasius, ritrovatisi improvvisamente dotati di ali, festeggiavano la loro nuova dimensione aerea e intraprendevano folli traversate, sperando intensamente di incontrare, in una femmina, il loro destino.
Il ragazzo camminava, e osservava tutto questo, in mezzo alle bancarelle, ai tavolini, e alla corrente di persone che lo accompagnava.

Ci sono persone che amano la Festa dell'Unità, e quella era una serata che induceva ad amarla. Sembrava che tutti coloro che sostavano sulla soglia delle rosticcerie, dei banchetti o dei ristoranti sorridessero. Una vecchia signora che teneva per mano una bambina dai capelli eccezionalmente neri lo apostrofò: "Ciao, bello!" Il giovanotto le rivolse un mezzo sorriso poi agitò la mano in un saluto. Lei passò oltre, pensando: è innamorato.
Lui dava quell'impressione, infatti. Indossava un berretto da baseball scolorito, una semplice maglietta bianca, i pantaloni un po' larghi sopra alle sue gambe lunghe e magre. I capelli scuri erano tagliati corti. La carnagione era chiara, gli occhi celesti. Una faccia che non aveva niente di straordinario, ma in quella serata di giugno, in quel viale della Festa dell'Unità, il giovane era bello, e la vecchia, in un momento di nostalgia, si ritrovò a pensare che nelle notti d'estate chiunque può essere bello... se si affretta incontro alla persona dei suoi sogni, per andare a cena e poi magari a ballare. Così la vecchia continuò per la sua strada, senza smettere di sorridere, contenta d'avergli rivolto la parola, e contenta del fatto che lui avesse alzato la mano in un mezzo saluto. Il giovane attraversava la Festa, con quel suo passo elastico e allungato, abbandonando tutto intorno i suoi occhi chiari.

Proprio in mezzo a un bivio fra due viali, stava la bancarella di un anziano fioraio. Più che una bancarella, era un carrettino verde carico di fiori: il colore predominante era il rosa, quello febbrile delle giunchiglie e delle azalee. Il vecchio aveva anche garofani e gerani. Dietro di lui, alcuni cartelli inchiodati su pesanti assi di legno invitavano a comprare un fiore per sconfiggere una qualche malattia.
I cartelli rivelavano cattive notizie che nessuno leggeva: una brutta malattia, e pure rara, e gli ammalati quando sono pochi non sono buoni clienti, e niente fondi per la ricerca, comprate un fiore. Niente di tutto questo sembrava reale, niente sembrava importante. L'aria era dolce e profumata. Un gruppo di panciuti bevitori di birra sedeva a un tavolo lì vicino, intonando canzoni.
Il giovanotto oltrepassò il fioraio e il canto degli ubriachi si affievolì. Lui esitò, si voltò e parve ripensarci. Si rigirò verso il carrettino e, sorridendo, si avvicinò ai fiori per osservarli meglio.
Le avrebbe portato un fiore. Ma non sarebbe stato come portarle un fiore. Non sarebbe stato come dirglielo. No; era per la ricerca, per una buona causa; era per il suo amore per le piante; era per poterle dire: se la tenessi io, morirebbe! Con te invece..., e osservare i suoi occhi che si abbassavano, compiaciuti.

Il fioraio, ricevendo le monete dalle mani del giovane, sembrò quasi intercettare questi suoi pensieri. La sua faccia era una mappa di rughe, gli occhi affondavano nelle borse e e un sigaro spento gli ballonzolava tra le dita, ma ora ricordava anche lui che cosa voleva dire essere giovani nelle sere d'estate: giovani e così innamorati da camminare quasi senza toccare terra. E così, ora anche il fioraio sorrideva un poco, proprio come aveva sorriso la vecchietta con la bambina, perchè quel giovanotto era un caso che dava nell'occhio.

Con i fiori in mano, il ragazzo continuava a camminare, ma ora gli sembrava che tutti lo guardassero. Gli sembrava di percepire improvvisi silenzi al suo passaggio, come se quei fiori l'avessero improvvisamente reso più visibile, persino sgargiante. Cosa avevano da guardare? Aveva una macchia sulla maglietta? Gli sanguinava il naso? No. Erano i fiori.
Improvvisamente, i fiori non sembravano più una buona idea. La vecchia, gli ubriachi, il fioraio: erano contenti per lui, oppure lo prendevano in giro? Sorridevano, oppure ridacchiavano? In mezzo a questi pensieri il suo passo si accorciava e la sua schiena si ingobbiva. Ormai era quasi arrivato.

E infine la scorse, vicino al palco di un'orchestrina di liscio, dietro alla bancarella della sua Associazione. Si era messa i pantaloni lunghi, una volta tanto, e vendeva una collanina da 5 euro sorridendo nel suo solito modo sfacciato. Poi prendeva i soldi e li metteva nella cassettina con scritto "offerte" e si girava verso di lui, e ora più che mai lui si sentiva, con quei fiori, guardato: ora più che mai non erano più semplicemente fiori, se li sentiva così pesanti sulle sue mani; come mattoni, mattoni elementali, macrocellule, ossee!
L'avrebbe fatto, lei? Avrebbe abbassato gli occhi come lui aveva pensato? O non l'avrebbe, invece, guardato, guardato come ora lo guardavano tutti, guardato come lei sapeva guardare dentro a un vetrino oppure dentro allo stomaco di uno dei suoi insetti? Uno dei suoi scarafaggi! O forse nemmeno uno scarafaggio, sarebbe stato qualcosa di ancora più piccolo e vile! Una cavolo di proteina solitaria! Schifocatalitica! Una trascrittasi inversa, con i fiori come RNA!

Pensava ancora tutto questo, dietro al maelstrom dei suoi occhi chiari, appoggiando i fiori sulla bancarella della ragazza.
Quasi non la sentiva mentre lei lo salutava:
Ciao, Jurgen, che bei fiori!
Quasi non si accorgeva di rispondere, immediatamente:
Sì, i fiori... Sono per mia madre.

Postato da: anorexia a 03:29 | link | commenti (12) |

giovedì, 25 giugno 2009
Aroma Menta

Zoloft 20 mg/ml concentrato per soluzione orale
Principio attivo: sertralina cloridrato
Eccipienti: Glicerolo, etanolo, butilidrossitoluene, aroma menta

Aroma menta è dire poco. Come definirlo?
Perchè non è aroma di menta, quello.

Ieri c'era qualcosa in strada che andava a fuoco, e si sentiva odore di bruciato. Io ero in laboratorio con le finestre chiuse, per non sentire quel cattivo odore, e pulivo la teca dei blattoidei.
Uno di loro qualche giorno prima era morto. A stomaco pieno. La fermentazione si era mangiata il cadavere da dentro; era rimasto solo un sarcofago chitinoso, vuoto, adornato di qualche fiocchetto bianco di muffa. Acchiappato con le pinze lunghe, il sarcofago non ha fatto "crac", era morbido e vuoto, si è afflosciato come per espirare: e quel residuo di anima odorosa che ancora c'era, si è diretto verso le mie narici, che gli hanno aperto la porta come a un vecchio amico.

Aroma menta.
Ma non è aroma menta, quello.
Come definirlo? E' l'aroma dello stomaco di uno scarafaggio che smette di decomporsi a causa dell'azione conservante dei suoi stessi parassiti. Di quelle muffe e di quegli Esapodi non insetti che lo preservano dal decadimento perchè vale ancora qualcosa. Che lo mantengono morbido, profumato, vivo, anche quando vivo non è più.
Non nel senso classico del termine.

E' lo stesso odore. "Aroma menta". Ma è più complicato di così.

Postato da: anorexia a 14:57 | link | commenti (11) |

domenica, 21 giugno 2009

Postato da: anorexia a 23:01 | link | commenti (15) |

sabato, 20 giugno 2009
Attenzione...

Forse non avrei dovuto scrivere dello Zoloft?
Ci sono tante cose che scelgo di non scrivere, per scrupolo, per coscienza; e forse anche questa cosa dello Zoloft...
Dovrei cancellare tutti i post zoloftiani? No, mi dispiace, ma non lo farò.

In questa cosa sono ancora solo all'inizio, ancora non so che cosa ne verrà fuori; ma appena sarò in grado di decifrare questa ansia chimica così simile alla felicità, io la descriverò, la racconterò, cercherò di spiegarvela.
Nel frattempo sono molto spaventata dai vostri messaggi. Alcune di voi iniziano a desiderare questa stessa soluzione. Specialmente dopo aver letto che su di me ha effetto anoressante.

Vorrei chiarire una cosa: lo Zoloft non è una droga. Cioè, non funziona come una droga. Non agisce nello stesso modo. In particolare, è un inibitore della ricaptazione della serotonina: questo significa che non interferisce con la produzione del neurotrasmettitore ma solo col suo riassorbimento. In parole povere, la sua azione è assolutamente soggettiva. Non funziona allo stesso modo su tutti.
A quanto pare io ho avuto "culo": basta fare una breve ricerca per scoprire che in moltissimi casi lo Zoloft ha provocato decisi e rilevanti aumenti ponderali. C'è più probabilità che vi faccia ingrassare, piuttosto che dimagrire. 

Ora me ne sto qui davanti allo schermo a stropicciarmi la faccia e a pensare a che cosa devo scrivere, a che cos'è che potrei dire per rimediare, ma stavolta non riesco a farmi venire nessuna idea geniale.

Postato da: anorexia a 14:32 | link | commenti (14) |

venerdì, 19 giugno 2009
Drunkorexia

Sta girando la voce di questo "nuovo" fenomeno, di queste ragazze che per potersi permettere le 400 calorie dei cocktails alla sera, se ne stanno digiune tutto il giorno: Drunkorexic, le chiamano.
Che novità, eh? Bere a stomaco vuoto... Roba che non si era mai sentita prima. Proprio.

Lo stesso Bukowski, un vecchiaccio maledetto e pure panzone, ammetteva che "se bevo, non mangio"...

Ma lasciamo perdere queste cavolate.

Nel frattempo continuo a prendere 50mg al giorno di Zoloft; da quando ho iniziato, ho già perso 5 kg. Sicuramente c'entra l'effetto anoressante, la soppressione dell'appetito; ma anche la riattivazione del metabolismo, e il continuo nervosismo che mi provoca. Non riesco a stare ferma un attimo.

A proposito di Drunkorexia c'è una cosa che devo dire: don't drink and Zoloft.
Davvero, non fatelo. Ne so qualcosa.

Postato da: anorexia a 15:00 | link | commenti (8) |

lunedì, 15 giugno 2009
cose belle - 1

Sotto l'effetto di psicofarmaci, inauguro la nuova rubrica: "cose belle".
Perchè ogni tanto capita qualcosa di bello, ed è il caso di ricordarselo.

La cosa bella della settimana è una piccola, sorprendente perla scovata dentro a Battlestar Galactica.
E' andata così:
Stavo guardando la nona puntata della prima serie, "il Rivelatore di Cyloni"; e dopo l'ennesima esplosione, l'ennesimo sissignore, e l'ennesima slinguazzata fra Gaius Baltar e l'androide Numero Sei, stavo quasi per annoiarmi; quando tutto a un tratto, come sottofondo musicale per le cosce del Numero Sei, parte questa musica dolcissima che cattura totalmente la mia attenzione.
Sono solo pochi secondi, ed è difficile distinguere bene le parole: sicuramente si tratta di Opera, di Opera italiana, ma che cos'è? Ricorda vagamente Bellini...
Mando indietro, riascolto, cerco di distinguere qualche parola: colgo un "sussurra", un "rosso", un "bel vestito rosso". La Norma? Possibile? No, non è lei.
Riascolto e riascolto, e non riesco a capire di che cosa si tratti. Non mi resta che San Google: allora digito "Italian Opera Lyrics" e "sussurra rosso". Nessun risultato. Riprovo con "sussurra bel vestito rosso": ancora niente.
Riascolto per la centesima volta e finalmente decifro un "ahimè disgrazia, ahimè tragedia": allora lo dò in pasto a Google, e finalmente eccolo qui, il pezzo che cercavo. Non proprio Bellini. Ma che sorpresa...



Maledetto sia tuo cuore Cylone!
C'è una tostapane nella tua testa,
E porta tacchi a spillo.
Numero Sei ti chiama:
Il rivelatore Cylone impone!
La tua ragazza è un tostapane!

Maledetto sia tuo cuore, Cylone!
Ahimè, disgrazia! Ahimè, tristezza, e miseria!

Il tostapane ha un bel vestito
Rosso, come la sua spina dorsale ardente.
Sussura Numero Sei: "Per tuo comando..."

Maledetto sia tuo cuore, Cylone!


(Bear McCreary, Battlestar Galactica OST)


(Altro che cose belle. Cose da pazzi.)

Postato da: anorexia a 00:11 | link | commenti (10) |
cose belle

 

Eccomi

ATTENZIONE!!!
NON POTETE STARE QUI, LEGGERE O COMMENTARE SE NON SIETE MAGGIORENNI!

Utente: anorexia

______________________
RISPOSTA IMPROBABILE
britzky@gmail.com

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